mercoledì 16 agosto 2017

OPEN EYE BJORK

" Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto."
Henry David Thoreau.

Ci accampiamo per la notte in una radura, tra faggi e betulle, siamo un po' scesi di quota.
Non c'è molto da fare: stendere lo stuoino, aprire il sacco a pelo, mettere a bollire sul Camping Gaz un po' d'acqua per la zuppa e scrivere un po' prima che faccia buio.
La temperatura nel pomeriggio si è alzata e per i prossimi giorni è previsto un caldo intenso. D'altronde per dormire fuori può andar bene, per camminare meno.
Questo è il destino di chi sceglie di camminare verso Est. Siamo coloro che vanno controluce, quelli che cercano le terre sfolgoranti dell'alba.
Siamo abbronzati sulla parte destra per non confonderci con quelli di Santiago che sono abbronzati all'incontrario perché mostrano la schiena al sole che sorge.
Non volevamo essere pellegrini fra i mille che vanno nella stessa direzione.
Camminiamo verso terre inquiete, dove forse i viaggiatori vengono visti con curiosità e sospetto, o forse il mio cinismo di celta peripatetico mi porta questi pensieri.
Mangiamo, cerco di lavarmi con dosi omeopatiche d'acqua e ci prepariamo per la notte.
Entro nel sacco, Bjork si accuccia al mio fianco, guardinga. Tengo a portata di mano la pila a manovella, il coltello e qualche legno che mi ha prontamente portato Bjork.
Mi addormento quasi subito, complice una brezzolina miracolosa, la cagnotta fa lo stesso.
La notte nel bosco può essere fonte di emozioni benevole ma anche angosciose, per i pericoli che si percepiscono e che si possono immaginare, per la circoscrizione degli spazi che ci circondano ed i relativi tranelli che possono nascondere, per il senso avvolgente, quasi senza respiro, dettato dal buio. Le sicurezze vissute nella familiarità, vacillano.
L'autocontrollo è messo a dura prova .
Il buio  della notte ci svela la vita, ci fa sentire in compagnia di animali che ci osservano, ci seguono durante il nostro cammino incuriositi da questa nostra interferenza.
Sono presenze amiche e discrete.
Non è dello stesso avviso Bjork che nel cuore della notte ringhia, abbaia con quell'abbaio semi soffocato in gola che fa l'effetto sonoro di un "sboff" in chiave baritonale.
Ha deciso che deve dormire con un occhio aperto, come i cow boy.
Nelle notti successive, usa a sentir passare volpi, topini, insetti vari e, forse, la lince e l'orso, dormirà il sonno di giusti.


mercoledì 9 agosto 2017

LA FORESTA DEGLI ALBERI CAMMINANTI

Il tempo che di noi fa tanti oggetti, moltiplica la nostra naturale solitudine.
Derek Walcott - Mappa del nuovo mondo


La foresta di Tarvisio, incastonata come un diamante nel lembo estremo del Friuli, nell'unico punto in Europa nel quale si incontrano tre differenti culture ed etnie, la latina, la tedesca e la slava, è un ambiente dal fascino unico per la varietà dei suoi straordinari paesaggi.
Si caratterizza per una storia millenaria che inizia con l'istituzione del fondo di Bamberga da parte dell' imperatore Enrico II.
Mentre ci incamminiamo verso il Wurzenpass siamo accompagnati da questi millenari alberi, alcuni, come l'abete rosso sono detti " di risonanza" per le elevate qualità armoniche dei loro legni.
Antonius Stradivarius Cremonensis sceglieva anche tra questi legni la materia prima per i suoi incommensurabili violini.
Essi camminano, tanti sono che ci accompagnano nel cammino da sembrare legione, e non c'è compagnia più rassicurante di questi antichi Esseri.
Bjork, che con i rami caduti ci gioca ed è una raccoglitrice di legni per la notte, si aggira felice tra i sentieri boschivi, ora freschi dopo la pioggia della notte.
Saliamo di quota, impercettibilmente, e il paesaggio è un susseguirsi di rossi accesi, verdi profondi, canti di ruscelli e presenze di Animali, invisibili ai nostri occhi ma non al naso della lupetta, che però è come avesse stipulato un patto di non belligeranza e cammina nei miei pressi.
Devo attraversare le vostre Terre e mi comporterò da viandante, deve aver pensato. ( mi pare che l'abbia anche detto! )
Contiamo di dormirci nel bosco stanotte e quindi non abbiamo orari e tempi da rispettare. Cammino, cane al fianco, con gli alberi che ci precedono, ci affiancano, ci seguono.
Nessun rifugio ci attende e il bivacco sarà con un tetto di stelle.


"Ora come è stato narrato, la possanza di Elwe e Melian si accrebbe nella Terra di Mezzo e tutti gli Elfi del Bereliand, dai marinai di Cirdan ai cacciatori nomadi dei Monti Azzurri di là dal Fiume Gelion, avevano Elwe per signore; Elu Thingol, così era detto nella lingua del suo popolo, cioè Re Mantogrigio. Essi sono detti Sindar, Elfi Grigi del Beleriand illuminato dalle stelle; e benché fossero detti Moriquendi, sotto il governo di Thingol e grazie all'ammaestramento di Melian divennero i più belli e i più saggi e i più abili di tutti gli Elfi della Terra di Mezzo"
J.R.R. Tolkien - Il Silmarillion - I Sindar

martedì 8 agosto 2017

DAY 0


La strada dell'inferno è lastricata di buone intenzioni.
Partiamo di buon mattino in direzione del Drei Länder Ecke da cui ci inoltreremo nelle Caravanche. Facciamo tappa, come di consueto quando siamo in queste lande, dalla nostra amica e deliziatrice di palati Adele, che gestisce a Fusine la Locanda Mandi, luogo meraviglioso per clima, cibo e compagnia. Chiacchiere, progetti, impressioni, coccole a Bjork e arriva l'ora di pranzo. Come dire di no? Dopo pranzo una pennica e ulteriori piacevoli conversazioni in riva al ruscello che scorre canterino davanti alla locanda e presto arriva l'ora di cena. " Non te ne andrai mica a stomaco vuoto?" chiede infida Adele. Certo che no, con il risultato che l'ora si fa tarda e non è il caso di avventurarsi per monti e valli di notte.
Tutti i salmi finiscono in Gloria e quindi, sazio e contento, dormo in locanda.


martedì 1 agosto 2017

INTO THE WILD

Paolo Rumiz, nel dedicarmi il suo libro "Via Appia", ha scritto: " alle scarpe di Paolo ( e alle zampe di Bjork )".
Non poteva esserci dedica più gradita e indicata. Le mie scarpe dovranno essere sicure e leggere, le zampe di Bjork salde e potenti.
Amo il viaggiatore e scrittore triestino e la dedica mi ha fatto grande piacere.
Ho volutamente anteposto viaggiatore a scrittore perché ritengo che un viaggiatore sia di per se uno scrittore. Il contrario non sempre è vero.
Viaggiare e scrivere ( e dipingere ) sono azioni che si completano e si sostengono nel procedere del cammino.
Dunque partiamo, domani presto.
Non faremo il giro annunciato, un po' per scaramanzia, un po' per l'illusione di ingannare il destino. Si va dunque per Caravanche, dirigendosi poi verso cammini dolomitici e vie degli ospizi. Viaggeremo a piedi, tranne per l'avvicinamento alla base di partenza che verrà effettuata con la fida Brigitte Peugeot, e poi per unire i vari spezzoni del cammino useremo treni e mezzi pubblici ( ove esistenti ).
News non appena troveremo supporti mediatici adatti, ma non è detto che!
“Per viaggiare basta esistere,”
Fernando Pessoa

lunedì 31 luglio 2017

SE DUE ANNI VI SEMBRAN POCHI

Dromomania canaglia si è insinuata in me, oramai partito per il cammino, facendomi venir voglia di riattivare il blog di Sidecar Smilla. Non cambio nome, questa era l'idea di ampio respiro che pensava di unire all'esperienza in sidecar tutti viaggi prossimi venturi. Così, dato il tempo a Bjork di recuperare forza e muscoli dopo il tempo della paura e del dolore e a me di elaborare il lutto della perdita di Smilla, eccoci pronti per la Via degli Elfi, parte di un più ampio progetto che si chiamerà " Le vie dei Cani" ( Bruce perdonami! ). Allora, con cadenza assolutamente irregolare, potrete, se vorrete, seguire le nostre avventure ogni volta che troverò della tecnologia che mi permetta di postare le impressioni del viaggio.
A presto!
Sean & Bjork